ATTI GIURIDICI - LA REALTA' E IL LIMITE DELLA NORMA- LEGGEPRATICA

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DIRITTO



1/3 RAPPORTI TRA TESTAMENTO E SUCCESSIONE LEGITTIMA





Quando il testatore istituisce eredi quei soggetti  che gli sarebbero succeduti per legge e nelle medesime quote che  sarebbero spettate loro per la norma giuridica ( o al limite fa rinvio all’applicazione della legittima), si fa osservare che  gli istituiti  legittimari dovranno essere  considerati eredi testamentari ( e non legittimi)  applicandosi le norme sulla successione testamentaria ex art. 457 CC..  Infatti:  “ non si fa luogo alla successione legittima (art. 565 CC e segg.)  se non quando manca, in tutto  o in parte, quella testamentaria”.

 

Invero, la legge prevede espressamente le percentuali o frazioni di patrimonio ereditario che compongono, rispettivamente, la quota spettabile all’erede detto legittimario (detta quota di legittima)  e  la quota disponibile,  quando è stato fatto il testamento (art 536  CC e segg):

1) Se il testatore muore e lascia solo il coniuge, la quota di legittima riservatagli dalla legge è del 50% del patrimonio ereditario; pertanto, la quota disponibile è del restante 50%.

2) Se il testatore muore e lascia il coniuge e un solo figlio, la quota di legittima riservata dalla legge, rispettivamente, al coniuge e al figlio è pari ad 1/3 del patrimonio ereditario per ciascuno di essi; pertanto, la quota disponibile è anch’essa pari ad 1/3.

3) Se il testatore muore e lascia il coniuge e più figli, la quota di legittima riservata dalla legge al coniuge e ai figli è del 25% del patrimonio ereditario per il coniuge e del 50% da dividersi in parti uguali tra i figli; pertanto, la quota disponibile è del 25%.

4) Se il testatore muore e lascia il coniuge e gli ascendenti, la quota di legittima riservata dalla legge ad essi è del 50% del patrimonio ereditario per il coniuge e del 25% da dividersi in parti uguali tra gli ascendenti; pertanto, la quota disponibile è del 25%.

5) Se il testatore muore e lascia solo un figlio, la quota di legittima a lui riservata dalla legge è del 50% del patrimonio ereditario; di conseguenza, la quota disponibile è del 50%.

6) Se il testatore muore e lascia solo più figli,la quota di legittima riservata loro dalla legge è pari a 2/3 del patrimonio ereditario da dividersi in parti; pertanto, la quota disponibile è pari a 1/3.

7) Se il testatore muore e lascia solo gli ascendenti, la quota di legittima riservata loro dalla legge è pari a 1/3 del patrimonio ereditario da dividersi in parti uguali; di conseguenza, la quota disponibile è pari a 2/3.

8) Se il testatore muore e non lascia né figli né ascendenti, la quota disponibile è del 100% del patrimonio ereditario.


Nel caso in cui  non  si è  fatto testamento, la legge prevede espressamente le percentuali o frazioni di patrimonio ereditario che compongono, necessariamente, la sola quota di legittima.

1) Se il testatore muore e lascia solo il coniuge, la quota di legittima riservatagli dalla legge è pari al 100% del patrimonio ereditario.

2) Se il testatore muore e lascia il coniuge e un solo figlio, la quota di legittima riservata loro dalla legge è del 50% per ciascuno.

3) Se il testatore muore e lascia il coniuge e più figli, la quota di legittima riservata loro dalla legge è pari a 1/3 del patrimonio ereditario per il coniuge e a 2/3 da dividersi in parti uguali tra i figli.

4) Se il testatore muore e lascia coniuge e fratelli e/o sorelle, la quota di legittima riservata dalla legge è pari a 2/3 del patrimonio ereditario per il coniuge e a 1/3 da dividersi in parti uguali tra fratelli e/o sorelle.

5) Se il testatore muore e lascia coniuge, fratelli e/o sorelle e ascendenti, la quota di legittima riservata dalla legge è pari a 2/3 del patrimonio ereditario per il coniuge e a 1/3 da dividersi tra fratelli e/o sorelle e ascendenti, di cui almeno 1/4 agli ascendenti.

6) Se il testatore muore e lascia solo un figlio, la quota di legittima a lui riservata dalla legge è del 100% del patrimonio ereditario.

7) Se il testatore muore e lascia più figli, la quota di legittima riservata loro dalla legge è del 100% del patrimonio ereditario da suddividersi in parti uguali.

8) Se il testatore muore e lascia solo un genitore, la quota di legittima a lui riservata loro dalla legge è del 100% del patrimonio ereditario.

9) Se il testatore muore e lascia entrambi i genitori, la quota di legittima riservata loro dalla legge è del 50% del patrimonio ereditario ciascuno.

10) Se il testatore muore e lascia entrambi i genitori e fratelli e/o sorelle, la quota di legittima riservata loro dalla legge è del 50% del patrimonio ereditario per i genitori e del restante 50% per fratelli e/o sorelle da suddividersi in parti uguali.

11) Se il testatore muore e lascia fratelli e/o sorelle, la quota di legittima riservata loro dalla legge è del 100% del patrimonio ereditario da suddividersi in parti uguali.

12) Se il testatore muore e lascia solo i nonni, la quota di legittima riservata loro dalla legge è del 50% del patrimonio ereditario per i nonni paterni e del 50% restante per i nonni materni.

13) Se il testatore muore e lascia bisnonni o altri ascendenti, la quota di legittima riservata dalla legge è del 100% del patrimonio ereditario all’ascendente più prossimo.

14) Se il testatore muore e lascia solo altri parenti (diversi da quelli citati nei casi precedenti), la quota di legittima riservata dalla legge è del 100% del patrimonio ereditario per il/i parenti più prossimi entro il 6°, i quali escludono gli altri.






2/3 AVVISO DI ACCERTAMENTO D'IMPOSTA PERVENUTO A PRESCRIZIONE SPIRATA DEL DIRITTO AL TRIBUTO
 

Per tutti i tributi, ad eccezione delle tasse automobilistiche, la notificazione degli avvisi di accertamento è tempestiva quando l’atto è consegnato nel termine di decadenza all’ufficio postale o all’ufficiale giudiziario.
Questa regola vale anche per il nuovo accertamento esecutivo che scatta dal 1° luglio 2011 e che funge anche da cartella di pagamento.

Non vale la regola dello sdoppiamento dei termini  per la notifica della cartella di pagamento, che si considera avvenuta sempre alla data di consegna al destinatario.

Una volta impedita la decadenza con l'accertamento o con la liquidazione, il diritto sostanziale al tributo è soggetto a prescrizione (articolo 2967 del Codice civile).

Il principio affermato dalla Consulta (sentenza 477 del 2002) - secondo cui la notifica di un atto si perfeziona, per il notificante, con l'affidamento all'ufficiale giudiziario - non è utile per interrompere la prescrizione: «Perché l'atto, giudiziale o stragiudiziale, produca l'effetto interruttivo» - questa è la pacifica opinione della Corte suprema (9841 del 2010) - «è necessario che lo stesso sia giunto alla conoscenza … del destinatario».
Insomma, la prescrizione di un qualsiasi diritto di credito (di un tributo, di una sanzione amministrativa) non è interrotta se la raccomandata - sebbene consegnata alla posta prima del compimento del periodo di prescrizione - perviene nella sfera di conoscibilità del debitore a prescrizione compiuta.



3/3 Tavole dei termini di decadenza  e prescrizione degli  atti











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