DIRITTO CINESE - LA REALTA' E IL LIMITE DELLA NORMA- LEGGEPRATICA

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DIRITTO
 La società cinese ha escluso per secoli professioni giuridiche organizzate. La scuola confuciana ha affermato  la necessità di fondare l'ordine della società sulla educazione e sul rito: tra pricipe e suddito, tra padre e figlio , tra marito e moglie.

Si oppose ai principi del confucianesimo la teoria legista, che individuava la bontà  della legge scritta,  attribuendo   al Governo  il potere per farla rispettare. Teoria che non ebbe successo.  

Dopo la rivoluzione del 1911, maturò una elaborazione  di codificazioni sul modello occidentale, codificazioni che  non riuscìrono a superare  la tradizionale mentalità, applicandosi solo nella misura in cui rispondevano al senso popolare della equità e convenienza.

L'avvento del comunismo con  la vittoria militare di MAO TSE TUNG, portò alla affermazione della legalità socialista, anche se  le grandi riforme legislative e sopratutto le  quattro  Costituzioni ( 1954, 1975,1978,1982 ) segnarono il progressivo allontanamento dal modello sovietico.

Pertanto, può dirsi che la politica, in questa fase storica, da  valorizzazione allo studio  e alla  pratica del diritto, consentendo il risanamento economico  e l'avvicinamento ai sistemi occidentali,  ponendo le basi per la moderna massiccia industrializzazione e per il progressivo passaggio da una economia colletivista ad una economia di mercato.

La Costituzione del 1982, pur afferamdo la il primato della economia statalizzata, autorizza imprese straniere ad investire in Cina.


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