DIRITTO GIAPPONESE - LA REALTA' E IL LIMITE DELLA NORMA- LEGGEPRATICA

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DIRITTO
Il Giappone, in origine influenzato dalla Cina, ha introdotto un ordinamento statalistico e moralizzatore. 

Dal IX al XII secolo subentra la signoria (sho)  della casta militare (samurai o buke), retta da  un diritto consuetudinario, senza alcun diritto ma caratterizzato da una devozione e fedeltà del vassallo al Signore.

In questo periodo di forte disuguaglianza sociale e con la ricchezza concentrata nella mano di pochi,  ha inzio una politica isolazionista del Giappone

Con il  1868 inizia il periodo dell'Imperatore  Meiji, e  il Giappone, che fino a questa data  non aveva avuto alcun contatto con l'occidente,  sotto l'influsso di codici francesi e della dottrina tedesca, promulga il codice penale, di procedura penale, il codice civile, il codice commerciale e l'organizzazione giudiziaria.

Ai codici, si affiancò una copiosa legislazione pubblicistica, a partire dalla Costituzione che ricalca quella prussiana del tempo.

A seguito della sconfitta nella seconda guerra mondiale, le riforme giuridiche ebbero una ispirazione marcatamente nord-americana.

La Costituzione del 1946 mantiene solo la forma di un governo monarchico, essendo relegato l'imperatore ad un ruolo solo rappresentativo; sancisce i diritti del cittadino, abolisce i titoli nobiliari, riconosce il voto alle donne, e sopprime il servizio militare obbligatorio.

La funzione legislativa è affidata al Parlamento ( Camera dei Rappresentanti, Camera dei Consiglieri)

Il Governo o potere esecutivo è esercitato da un Gabinetto formato da un Primo Ministro e da vari ministri indicati dalla norma, che non possono essere militari.

Il sistema giurisdizionale prevede Tribunali distrettuali che decidono in primo grado tutte le cause, Tribunali superiori collegiali per l'appello, e il Tribunale supremo come ultimo grado e come giudice costituzionale.

Il Diritto nel Giappone risulta importato dai modelli occidentali ed entra talvolta in contraddizione con le strutture sociali tradizionali  basate sul sentimento affettivo  e su valori filosofici. 

Come in Cina, il numero dei processi è molto inferiore rispetto all'occidente.

L'attività più importante in Giappone  resta l'attività conciliativa a livello pregiudiziario ( la jidan) o quella indirizzata alla necessaria accettazione della decisione, e l'Arbitrato commerciale (Cusai ).







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