DIRITTO INDIANO - LA REALTA' E IL LIMITE DELLA NORMA- LEGGEPRATICA

      L E G G E P R A T I C A
Vai ai contenuti

Menu principale:

DIRITTO

In premessa, dobbiamo dire che per la civiltà indiana ( il gruppo INDU' che è il più rilevante tra i gruppi esistenti in India) l'uomo nasce segnato dalla categoria sociale ( CASTA) alla quale appartiene sin dalla nascita.

Il DHARMA, esposto in trattati (dharmasastra) che risalgono al IV secolo a.C., espone l'Etica dei comportamenti: le regole di condotta variano in base alla Casta.

Oltre al Dharma, e alle regole morali dell'Utile e della politica (artha) e del piacere (Kama), il diritto indù ammette come fonti anche le consuetudini.

I testi, più avanti nel tempo, non espongono più il solo dharma , ma vi affiancano il diritto positivo, volto alla amministrazione della Giustizia, al processo, al diritto civile e penale.

-----------------
Con la dominazione musulmana (XV secolo) il diritto indù arrestò la sua evoluzione, relegato alla dimensione religiosa estranea però ai Tribunali ove si applicava il diritto musulmano.

La dominazione britannica (XVIII secolo) non impose ai sudditi il diritto inglese, ma influenzò l'evoluzione del diritto indù che fu riformato, riconoscendolo come ufficiale e affiancandolo, però, ad un diritto territoriale applicabile a tutti gli indiani indipendentemente dalla confessione religiosa.

A seguito della indipendenza dall'Inghhilterra (1947), abbiamo le prime riforme che seguirono le linee tracciate dai colonizzatori inglesi, allontanandosi dall'ormai anacronistico diritto sacro.

Il diritto indù, appartenente alla comunità dominante religiosa tradizionale, è oggi costituito da un DIRITTO NAZIONALE INDIANO, applicato indipendentemente dalla estrazione religiosa, dalla casta, cominciatosi a formare già durante la dominazione britannica

Ci si è mosso dalla intensificata opera di codificazione iniziata nel XIX secolo, che ebbe l'effetto di sostituire il diritto inglese delle Presidenze (Bombay, Calcutta, Madras), ed a quello indù ( del resto dell'India), un vasto corpo di diritto indiano unitario e laico.

Le codificazioni seguenti, seppure ispirate alla common law, finirono per subire influenze dai testi giuridici francesi per opera di coraggiosi codificatori indiani.

Oggi la Costituzione indiana postula una repubblica federale di tipo parlamentare composto da 28 stati, con due livelli di governo centrale e locale, entrambi investiti di potere esecutivo e legislativo.

Le materie della difesa, degli affari esteri, banche, assicurazioni e moneta sono di competenza centrale, invece l'ordine pubblico, la polizia, la sanità e l'agricoltura, sono dei singoli governi locali; competenza concorrente con lo Stato centrale per il diritto penale, di famiglia e le obbligazioni.

L'ordine giudiziario è unico, con un contenzioso specializzato in materia di lavoro, famiglia e informaticaSi hanno 24 Corti superiori che giudicano diritto e fatto in prima e seconda istanza, solo diritto per il terzo appello; la Corte suprema giudica sui contrasti di natura federale, quelli relativi alla pena di morte, e in materia di conformità alla Costituzione di diritti fondamentali.
siti di article marketing
 
Torna ai contenuti | Torna al menu