DIRITTO ISLAMICO - LA REALTA' E IL LIMITE DELLA NORMA- LEGGEPRATICA

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DIRITTO


ISLAM significa totale sottomissione a Dio, alla quale anche Il Diritto non si sottrae.


E' diffuso nel Medio Oriente, in Africa centrosettentrionale (Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Mauritania, Senegal, Mali, Niger, Ciad, Sudan, Somalia), in Turchia, Iran, Afghanistan, Pakistan e Asia centrale (Azerbaigian, Turkmenistan, Uzbekistan, Kirghizistan e Tagikistan), nel Bangladesh, nelle Maldive, in Malaysia e in Indonesia, mentre in India costituisce una cospicua minoranza. 

Il Diritto islamico è legato al CORANO, un testo sacro, per cui il complesso delle  norme religiose, giuridiche e sociali fondate sulla dottrina coranica, prende il nome di SHARIA ( la via da seguire).

Il diritto islamico è intangibile, non può adeguarsi al mutare dei tempi.

Vedremo di approfondire quali sono oggi  le materie giuridiche  di origine sacra, quali il diritto fiscale e il diritto penale, distinguendole dal Diritto pubblico e quelle dovute alla attività legislativa e giudiziaria.

Si deve tenere in considerazione che il Diritto islamico appartiene certamente  ad una famiglia di norme del tutto diverse dai sistemi civil law e common law, ed è caratterizzato da una marcata impronta religiosa.


Inizialmente, le categorie giuridiche sono piu' sfumate rispetto a quelle  europee (schematizzate in atto lecito e atto  illecito): le categorie delle azioni umane si distinguono in: 
- obbligatorie  come la preghiera, la elemosina e il digiuno ( il mancato adempimento dà luogo ad una punizione) 
- raccomandate come le opere pie, senza punizione in caso di inadempimento
- permesse, pure senza la previsione di punizioni
- riprovevoli, senza la previsione di punizioni
- proibite,come il furto, avere rapporti sessuali fuori dal matrimonio; per il compimento delle quali è prevista una sanzione

 Il reato penale o peccato, sono i comportamenti piu gravi previsti dal Corano, che  prevedono  la pena di morte o pene corporali severe

Il diritto pubblico non fa parte del diritto islamico:  la espansione è fondata sulla guerra. Il termine jihad può assumere, tra l'altro,  la accezione della guerra contro gli infedeli

Il Tributo è per  i cristiani ed ebrei (infedeli), mentre a carico dei musulmani vì è una liberalità obbligata dal Corano

Il giurista islamico nella fase tradizionale  è solo un teologo esperto,  che si esprime attraverso una pronunzia detta fatwa : le fonti giuridiche sono il Corano;  la Sunna , insieme di tradizioni tramandate; la Igma, la integrazione all fonti scritte dei teologi; la interpretazione analogica o qiyas, possibilità di estendere il diritto non creando nuove regole
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La dominazione coloniale e successiva decolonizzazione ( Secolo XIX-XX) hanno modificato gli ordinamenti islamici della Siria, Tuninsia, Marocco, egitto, Giordania, avvicinandoli a quelli europei

Si è avuta, im primis,  l'occidentalizzazione del diritto, in tal modo il potere ha adottato misure per mantere l'ordine sociale, che ha portato, al di fuori delle materie tipiche del diritto sacro (persone, famiglia, successione), al sorgere di nuove branche del Diritto ispirate ai modelli europei.

In secondo luogo si è avviata la codificazione, opera  faticosa data la impossibilità di conciliare la immutabilità della Sharia e l'evoluzione economica e sociale, osteggiata dalle forze conservatrici.

Questo fenomeno ha dato luogo a codificazioni in materia civile,penale, processuale, introducendo i modelli occidentali, affermando la nascita di nuovi  organi giudiziari per applicare i nuovi principi, accanto ai giudici monocratici  religiosi  chiamati ad applicare la sola legge divina   e le tradizioni tramandate.



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