PREVIDENZA - LA REALTA' E IL LIMITE DELLA NORMA- LEGGEPRATICA

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DIRITTO

PREVIDENZA E ASSISTENZA SOCIALE

La prestazione risarcitoria dell’Ente assicuratore a seguito delle conseguenze dell’infortunio o della malattia professionale, può consistere  in una rendita ai supersiti in caso di morte del lavoratore, oppure in una rendita  per invalidità permanente ( assoluta o parziale)

Con la riforma  del T.U.   1124/1965   operata  dal D. Leg. 38/2000,

1) la funzione risarcitoria del rapporto assicurativo in caso di inabilità permanente  si connota per essere in primis  un risarcimento della lesione dell’integrità psico-fisica (DANNO BIOLOGICO)  del lavoratore , e in un secondo tempo un indennizzo per la incapacità di guadagno causata dall’evento lesivo
Ne consegue, che alcune  Tabelle di cui al DPR 1965 n. 1124 non sono più applicabili agli infortuni denunciati a decorrere dal 25 luglio 2000 in poi: infatti,  con D. MIN. PREV SOCIALE  12/07/2000 sono state pubblicate  le nuove TABELLE  DI  MENOMAZIONI   E    LE TABELLE DELL’ INDENNIZZO IN CAPITALE (menomazione non superiore al 16%) O IN RENDITA (menomazione pari o superiore al 16%) , per le quali l’importo della prestazione si basa soltanto sulla menomazione prodotta;
mentre per l’indennizzo delle conseguenze patrimoniali la percentuale di retribuzione da prendere in considerazione si individua attraverso  la TABELLA DEI COEFFICIENTI

2) sulla base della pregressa attività giurisprudenziale che  aveva individuato l’infortunio in itinere   come ipotesi di infortunio  avvenuto in occasione di lavoro ( trasporto di strumenti di lavoro,unica strada per arrivare alla sede di lavoro ) ,supportato pertanto da elementi da cui si desumesse il rischio specifico dell’attività svolta, è stato introdotta la figura normativa di infortunio in itinere ben specificata all’art 12  del D. Leg.  38/2000, collegata anche al generico rischio della strada!




 
- il DECRETO LEGISLATIVO DEL MINISTERO PREVIDENZA SOCIALE   38/2000

                                                 ( riportato per estratto)




Articolo 12
Infortunio in itinere.
1. All'art. 2 e all'art. 210 del testo unico è aggiunto, in fine, il seguente comma:"Salvo il caso di interruzione o deviazione del tutto indipendenti dal lavoro o, comunque, non necessitate, l'assicurazione comprende gli infortuni occorsi alle persone assicurate durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro, durante il normale percorso che collega due luoghi di lavoro se il lavoratore ha più rapporti di lavoro e, qualora non sia presente un servizio di mensa aziendale, durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di lavoro a quello di consumazione abituale dei pasti. L'interruzione e la deviazione si intendono necessitate quando sono dovute a cause di forza maggiore, ad esigenze essenziali ed improrogabili o all'adempimento di obblighi penalmente rilevanti. L'assicurazione opera anche nel caso di utilizzo del mezzo di trasporto privato, purchè necessitato. Restano, in questo caso, esclusi gli infortuni direttamente cagionati dall'abuso di alcolici e di psicofarmaci o dall'uso non terapeutico di stupefacenti ed allucinogeni; l'assicurazione, inoltre, non opera nei confronti del conducente sprovvisto della prescritta abilitazione di guida.".





Articolo 13
Danno biologico.
1. In attesa della definizione di carattere generale di danno biologico e dei criteri per la determinazione del relativo risarcimento, il presente articolo definisce, in via sperimentale, ai fini della tutela dell'assicurazione obbligatoria conto gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali il danno biologico come la lesione all'integrità psicofisica, suscettibile di valutazione medico legale, della persona. Le prestazioni per il ristoro del danno biologico sono determinate in misura indipendente dalla capacità di produzione del reddito del danneggiato.2. In caso di danno biologico, i danni conseguenti ad infortuni sul lavoro e a malattie professionali verificatisi o denunciati a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto ministeriale di cui al comma 3, l'INAIL nell'ambito del sistema d'indennizzo e sostegno sociale, in luogo della prestazione di cui all'art. 66, primo comma, n. 2), del testo unico, eroga l'indennizzo previsto e regolato dalle seguenti disposizioni:a) le menomazioni conseguenti alle lesioni dell'integrità psicofisica di cui al comma 1 sono valutate in base a specifica "tabella delle menomazioni", comprensiva degli aspetti dinamico-relazionali. L'indennizzo delle menomazioni di grado pari o superiore al 6 per cento ed inferiore al 16 per cento è erogato in capitale dal 16 per cento è erogato in rendita, nella misura indicata nell'apposita "tabella indennizzo danno biologico". Per l'applicazione di tale tabella si fa riferimento all'età dell'assicurato al momento della guarigione clinica. Non si applica il disposto dell'art. 91 del testo unico;b) le menomazioni di grado pari o superiore al 16 per cento danno diritto all'erogazione di un'ulteriore quota di rendita per l'indennizzo delle conseguenze delle stesse, commisurata al grado della menomazione, alla retribuzione dell'assicurato e al coefficiente di cui all'apposita "tabella dei coefficienti", che costituiscono indici di determinazione della percentuale di retribuzione da prendere in riferimento per l'indennizzo delle conseguenze patrimoniali, in relazione alla categoria di attività lavorativa di appartenenza dell'assicurato e alla ricollocabilità dello stesso. La retribuzione, determinata con le modalità e i criteri previsti dal testo unico, viene moltiplicata per il coefficiente di cui alla "tabella dei coefficienti". La corrispondente quota di rendita, rapportata al grado di menomazione, è liquidata con le modalità e i criteri di cui all'art. 74 del testo unico.3. Le tabelle di cui alle lettere a ) e b ), i relativi criteri applicativi e i successivi adeguamenti sono approvati con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale su delibera del consiglio di amministrazione dell'INAIL. In sede di prima attuazione il decreto ministeriale è emanato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.4. Entro dieci anni dalla data dell'infortunio, o quindici anni se trattasi di malattia professionale, qualora le condizioni dell'assicurato, dichiarato guarito senza postumi d'invalidità permanente o con postumi che non raggiungono il minimo per l'indennizzabilità in capitale o per l'indennizzabilità in rendita, dovessero aggravarsi in conseguenza dell'infortunio o della malattia professionale in misura da raggiungere l'indennizzabilità in capitale o in rendita, l'assicurato stesso può chiedere all'istituto assicuratore la liquidazione del capitale o della rendita, formulando la domanda nei modi e nei termini stabiliti per la revisione della rendita in caso di aggravamento. L'importo della rendita è decurtato dell'importo dell'eventuale indennizzo in capitale già corrisposto. La revisione dell'indennizzo in capitale, per aggravamento della menomazione sopravvenuto nei termini di cui sopra, può avvenire una sola volta. Per le malattie neoplastiche, per la silicosi e l'asbestosi e per le malattie infettive e parassitarie la domanda di aggravamento, ai fini della liquidazione della rendita, può essere presentata anche oltre i limiti temporali di cui sopra, con scadenze quinquennali dalla precedente revisione.5. Nel caso in cui l'assicurato, già colpito da uno o più eventi lesivi rientranti nella disciplina delle presenti disposizioni, subisca un nuovo evento lesivo si procede alla valutazione complessiva dei postumi ed alla liquidazione di un'unica rendita o dell'indennizzo in capitale corrispondente al grado complessivo della menomazione dell'integrità psicofisica. L'importo della nuova rendita o del nuovo indennizzo in capitale è decurtato dell'importo dell'eventuale indennizzo in capitale già corrisposto e non recuperato.6. Il grado di menomazione dell'integrità psicofisica causato da infortunio sul lavoro o malattia professionale, quando risulti aggravato da menomazioni preesistenti concorrenti derivanti da fatti estranei al lavoro o da infortuni o malattie professionali verificatisi o denunciate prima della data di entrata in vigore del decreto ministeriale di cui al comma 3 e non indennizzati in rendita, deve essere rapportato non all'integrità psicofisica completa, ma a quella ridotta per effetto delle preesistenti menomazioni, il rapporto è espresso da una frazione in cui il denominatore indica il grado d'integrità psicofisica preesistente e il numeratore la differenza tra questa ed il grado d'integrità psicofisica residuato dopo l'infortunio o la malattia professionale. Quando per le conseguenze degli infortuni o delle malattie professionali verificatisi o denunciate prima della data di entrata in vigore del decreto ministeriale di cui al comma 3 l'assicurato percepisca una rendita o sia stato liquidato in capitale ai sensi del testo unico, il grado di menomazione conseguente al nuovo infortunio o alla nuova malattia professionale viene valutato senza tenere conto delle preesistenze. In tale caso, l'assicurato continuerà a percepire l'eventuale rendita corrisposta in conseguenza di infortuni o malattie professionali verificatisi o denunciate prima della data sopra indicata.7. La misura della rendita può essere riveduta, nei modi e nei termini di cui agli articoli 83, 137 e 146 del testo unico. La rendita può anche essere soppressa nel caso di recupero dell'integrità psicofisica nei limiti del minimo indennizzabile in rendita. In tale caso, qualora il grado di menomazione accertato sia compreso nel limite indennizzabile in capitale, viene corrisposto l'indennizzo in capitale calcolato con riferimento all'età dell'assicurato al momento della soppressione della rendita.8. Quando per le condizioni della lesione non sia ancora accertabile il grado di menomazione dell'integrità psicofisica e sia, comunque, presumibile che questa rientri nei limiti dell'indennizzo in capitale, l'istituto assicuratore può liquidare un indennizzo in capitale in misura provvisoria, dandone comunicazione all'interessato entro trenta giorni dalla data di ricevimento del certificato medico constatante la cessazione dell'inabilità temporanea assoluta, con riserva di procedere a liquidazione definitiva non prima di sei mesi e non oltre un anno dalla data di ricevimento del predetto certificato medico. In ogni caso l'indennizzo definitivo non può essere inferiore a quello provvisoriamente liquidato.9. In caso di morte dell'assicurato, avvenuta prima che l'istituto assicuratore abbia corrisposto l'indennizzo in capitale, è dovuto un indennizzo proporzionale al tempo trascorso tra la data della guarigione clinica e la morte.10. Per l'applicazione dell'art. 77 del testo unico si fa riferimento esclusivamente alla quota di rendita di cui al comma 2, lettera b ).11. Per quanto non previsto dalle presenti disposizioni, si applica la normativa del testo unico, in quanto compatibile.12. All'onere derivante dalla prima applicazione del presente articolo, valutato in lire 340 miliardi annui, si fa fronte con un'addizionale sui premi e contributi assicurativi nella misura e con le modalità stabilite con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di cui al comma 3.



Organo: MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALEDocumento: Decreto Ministeriale 12 luglio 2000Oggetto: Approvazione di "Tabella delle menomazioni", "Tabella indennizzo danno biologico", "Tabella dei coefficienti", relative al danno biologico ai fini della tutela dell'assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali.

VISTO l'articolo 13 del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n.38, concernente il danno biologico ai fini della tutela dell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;
VISTA la delibera del Consiglio di amministrazione dell'INAIL n. 133 del 23/3/2000, concernente l'adozione della "tabella delle menomazioni, della "tabella indennizzo danno biologico" e della "tabella dei coefficienti" e i relativi criteri applicativi;
VISTE, inoltre, le delibere del Consiglio di amministrazione dell'INAIL n.188 del 19/4/2000 e n.297 del 15/6/2000, concernenti rispettivamente la ratifica del provvedimento n.8 del 12/4/2000, del Presidente dell'INAIL, in merito alla modifica della "tabella delle menomazioni", e le variazioni alla "tabella dei coefficienti", tabelle adottate con la delibera n.133 del 23/3/2000 citata;
VISTA la nota dell'INAIL del 12 maggio 2000, con la quale, tra l'altro, l'Istituto dichiara, di non poter, allo stato degli atti, determinare l'addizionale sui premi necessaria a finanziare i maggiori oneri derivanti dalla disciplina del danno biologico, non essendo ancora dato di valutare esattamente il gettito dei premi, determinato dalle nuove tariffe dei premi previste dall'articolo 3 del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n.38;
RITENUTA l'opportunità di procedere all'approvazione della "tabella delle menomazioni", della "tabella indennizzo danno biologico" e della "tabella dei coefficienti", con i relativi criteri applicativi, e di rinviare la determinazione della misura e delle modalità dell'addizionale sui premi e contributi, necessarie ai fini della copertura dell'onere finanziario, ad un successivo decreto ministeriale su delibera del Consiglio di amministrazione dell'INAIL;
SENTITO il parere del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica reso con la nota del 13 /6/2000;
Decreta:
Articolo 1
Sono approvate la "tabella delle menomazioni", la "tabella indennizzo danno biologico" e la "tabella dei coefficienti" e i relativi criteri applicativi nel testo annesso al presente decreto, di cui formano parte integrante.


TABELLA DELLE MENOMAZIONI DA 1 A 50 (1* GRUPPO)















TABELLA  INDENNIZZO  DANNO  BIOLOGICO

Indennizzo in capitale:














INDENNIZZO IN RENDITA











Tabella dei coefficienti da utilizzare per la determinazione della percentuale di retribuzione da prendere a base per l’indennizzo delle conseguenze della menomazione, ai sensi dell’articolo 13, comma 2, lettera b), del Decreto legislativo 23 febbraio 2000, n 38.


Ai fini della presente Tabella si intende per categoria di attività lavorativa di appartenenza dell’assicurato il complesso delle attività adeguate al suo patrimonio bio-attitudinale-professionale (cultura, età, sesso, condizione psicofisica, esperienze lavorative, ecc.); si intende per ricollocabilità dell’assicurato la possibilità che le residue capacità psicofisiche siano utilizzabili per attività lavorative anche mediante interventi di supporto e ricorso a servizi di sostegno.


A-

La menomazione non pregiudica gravemente né l’attività svolta né quelle della categoria di appartenenza.

Grado di menomazione: da 16% a 20%                               Coefficiente: 0,4
Grado di menomazione: da 21% a 25%                               Coefficiente: 0,5


B-

La menomazione pregiudica gravemente o impedisce l’attività svolta, ma consente comunque altre attività della categoria di appartenenza anche mediante interventi di supporto e ricorso a servizi di sostegno.

Grado di menomazione: da 26% a 35%                               Coefficiente: 0,6
Grado di menomazione: da 36% a 50%                               Coefficiente: 0,7


C-

La menomazione consente soltanto lo svolgimento di attività lavorative diverse da quella svolta e da quelle della categoria di appartenenza, compatibili con le residue capacità psicofisiche anche mediante interventi di supporto e ricorso a servizi di sostegno.



Grado di menomazione: da 51% a 70%                               Coefficiente: 0,8
Grado di menomazione: da 71% a 85%                               Coefficiente: 0,9


D-

La menomazione impedisce qualunque attività lavorativa, o consente il reimpiego solo in attività che necessitano di intervento assistenziale permanente, continuativo e globale.

Grado di menomazione: da 86% a 100%                             Coefficiente: 1,0



E’ consentito, con motivato parere medico-legale, sia in sede di prima valutazione dei postumi che in sede di revisione, attribuire o confermare il coefficiente previsto in una fascia di grado superiore.



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